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Mai controcuore

Archivio di 2015

Non so se siamo più stupidi a volere sempre di più o se lo siamo quando ci fermiamo, scoprendoci felici.

Non so se siamo più stupidi a volere sempre di più o se lo siamo quando ci fermiamo, scoprendoci felici.

Guardiamo la felicità con lo stesso miscuglio di stupore e paura con cui un bambino guarda il suo giocattolo nuovo. Un lampo fugace di gioia negli occhi, un sole interiore che esplode sul viso e poi, non si fa neppure in tempo a stringerlo quel gioco, che qualcuno arriva e ce lo strappa dalle mani. È dura assistere al tramonto di un sorriso. Sarà per questo che provo un’infinita tristezza quando vedo in mezzo alla spazzatura i giocattoli vecchi buttati via. Mi chiedo sempre che vita abbiano attraversato prima di finire così. Quando la felicità si stanca di noi ci fa sentire ormai fuori moda, superati, obsoleti, sostituibili.
Molti non ce la fanno e non giocano più ma io non ho mai rinunciato alla rivoluzione interiore di una nuova scoperta. Io mi aggiusto e torno quasi nuovo, quasi sorrido mentre lo dico. Io non ci resto accanto al cassonetto ad aspettare in silenzio la fine prima della fine. Ci sono quei negozi, sperduti negli angoli del mondo, che puoi scoprire solo se vai fuori dalle solite strade conosciute percorribili. Lì c’è una felicità che non butta via i giochi con il vizio della distruzione. Ma devi rischiare di perderti per raggiungerla, perché non è in vendita in quelle splendide boutique del centro. Ogni tanto me ne dimentico anch’io, ogni tanto smetto di giocarci anch’io e allora lei dispettosa se ne va, per farsi ritrovare. E puntualmente la cerco, la prendo per mano e la riporto a casa con me, la mia bimba bellissima.

– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress).

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Se puoi non mi dimenticare mai.

Se puoi non mi dimenticare mai.

Non dimenticare mai come ti ho fatto sentire. Da qualche parte, dentro di me, esisterà sempre quella luce che si accende d’improvviso quando i miei occhi trovano i tuoi occhi, un faro sul tuo viso che raddoppia il battito cardiaco, nella gioia, nella paura e persino nella confusione. Dentro di me ci sarà sempre la protezione nata dal primo sguardo… Anche fra molto tempo, dentro di me, ci sarà sempre qualcosa di te presente già da prima, da prima che potessi accorgermene con così tanta chiarezza. La felicità nuda e cruda che si fa magone nello stomaco, quasi come se riuscisse a precipitare sotto la soglia massima del dolore, per annientarlo e non sentirlo più. Il mare che vedo anche quando non c’è, guardando te. Da qualche parte, dentro di me, esisteranno per sempre le volte in cui un tuo abbraccio è stato il luogo migliore dove ho scelto di vivere. E ciò che sono stato oggi con te e per te non lo perderai mai più.
– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress)

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Forse mi innamorerei di te in qualsiasi epoca, dimensione, pianeta, oggi, ieri, domani, al di là,

Forse mi innamorerei di te in qualsiasi epoca, dimensione, pianeta, oggi, ieri, domani, al di là,

scordandomi chi sono stato, scordandomi chi sono e non sapendo più chi sei stata o chi sei. Se poco prima della fine del mondo mi chiedessero :”Cosa vorresti riavere di ieri?”, forse la nostra storia resterebbe sempre senza futuro. Ma com’è vero che la terra gira intorno al sole, tu sei il sole che gira intorno al mio cuore, il mio moto di rivoluzione. E in mezzo a tutte le innumerevoli trasformazioni del mondo, io puntualmente ti salverei. Tu sei il peccato che rifarei senza pentirmi mai. Tu sei tutta l’aria del mare al mattino che fin quando sei giovane sprechi a dormire, per tirar tardi la notte. Le cose che scopriamo dopo, sarebbe meglio non scoprirle mai? Ma io questo volevo, in fondo. Contro tutto e tutti ma io con te, tu con me, fino alla fine. Chissà se lo sai. Ti è mai interessato capirlo, saperlo? Costa, sai, mantenere accesa la fatica silenziosa di crederci ancora, come una spia che sa rivelare un guasto, un’anomalia in un sistema di eterna rinuncia, capace di donare alla nostra vita l’ebbrezza di perdere ancora il controllo. Io l’ho fatto. Non ho mai smesso di ascoltare il tempo forte e il tempo debole del mio cuore, il battere e levare del suo ritmo, il momento per riconoscere quando è davvero il momento, perché non è possibile ingannare la verità come non si ottiene alcuna pace con la guerra. E chissà se ancora sai, se sai quanto tempo abbiamo perso.Quanto tempo inutile si perde a fingere di dimenticarsi.

– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress)

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Mi viene ancora da sorridere, a volte, quando devo fare una scelta importante.

Mi viene ancora da sorridere, a volte, quando devo fare una scelta importante.

Ripenso a quando ti dicevo : “Esprimi un desiderio, uno per te, uno per me, uno per noi. Se lo stesso desiderio lo pensiamo insieme nello stesso momento, magari accade davvero”. Ho perso davvero la testa per te e ho dovuto ritrovarla controvoglia. A distanza di anni uno pensa sempre:” è stato meglio così”, è una specie di salvezza per non farci impazzire. Alla fine un modo per salvarsi lo si deve trovare, no? Mi piaceva la tua voce, il tuo modo di parlare, mi faceva venir voglia di ascoltarti. Quel tuo modo gentile di dire le cose non l’ho mai dimenticato. Ero innamorato non solo di te ma di ogni piccolo dettaglio di te che mi è stato concesso di vedere. Ora come allora è come se ci fosse un grande vetro fra la mia vita e la tua, non ho potuto più raggiungerti ma ho sempre potuto vederti ancora e hai potuto farlo anche tu. E ogni tanto ho sentito così forte il bisogno di una tua carezza, con le mani incollate al vetro senza poterti toccare davvero. Siamo vissuti insieme comunque, a volte senza saperlo, a volte senza volerlo. Ho dato l’anima al mio lavoro perché non potevo più darla a te. E questo è il mio destino mi chiedo? Ostinarsi a guardare dietro a un vetro, sperando di trovare prima o poi un punto più fragile dove sferrare un bel destro degno di Tyson e frantumarlo in mille pezzi, pur sapendo che è infrangibile?

– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress)

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E il tuo sorriso sembrava quasi la felicità, perché io sapevo già che te lo saresti riportato via.

E il tuo sorriso sembrava quasi la felicità, perché io sapevo già che te lo saresti riportato via.

Oggi, ogni volta che mi vieni in mente, sento sempre lo stesso brivido. Mi assale come fosse un guerriero a turbare i miei anticorpi, e mi ammalo di te, con la febbre nel pensiero. Mi commuovo più facilmente se scruto un’emozione in giro per le strade, ti sento lì con me, te la regalo nel silenzio.Ti stringo accanto, come fossi piccolissima e mi stessi nella tasca della giacca vicino al cuore, a stretto contatto con il mio sentire. E certo che no, non saremmo stati perfetti, anzi, avremmo litigato un casino, forse proprio perché siamo molto simili. Al mio “grillo parlante”, quando torna a bussare, non apro quasi mai, ma a volte mi spiace lasciarlo fuori al freddo, così lo faccio entrare e mentre inizia a obiettare gli chiedo una tregua, una tregua fra la mia vita e il mondo, così si arrende e si addormenta. Beata incoscienza, dicono dei giovani. Beata fortuna, dico io, è un’incoscienza preziosa. Osservo i ragazzi per strada, quando si baciano, quando nei loro occhi c’è l’eternità, quando nei loro occhi c’è l’immortalità degli dei, la luminosità del :” Resto anche domani, ci sarò”, con una convinzione, una sicurezza che a stento ritroverai se non nei folli come me, perché io, alla mia età, la possiedo ancora. A volte devo distogliere lo sguardo, perché è troppo forte l’emozione, perché rivedo te, respiro il mare, mi entra nelle narici di prepotenza con un capogiro incontrollabile e mi fa sentire insieme male e bene non averti mai dimenticata. Allora quei ragazzi li fotografo di nascosto e vale per tutte le fotografie che non abbiamo. Ho dei rapporti meravigliosi con le donne con cui ho avuto una storia. Ho visto nascere il bimbo della mia prima fidanzata, ho visto il matrimonio della donna che credevo avrei sposato io, molti anni fa. Con te non ho voluto veder appassire un fiore mai sbocciato. Non ti avrei mai regalato dei fiori strappati alla tua terra, perché tu meriti la vita. Eppure, anche se non credo a un’altra vita dopo questa, l’energia di questo sentimento resterà, si mescolerà agli elementi naturali e continuerà a vivere sì, anche dopo di noi.
– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno

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La vita è una vetrina.

La vita è una vetrina.

Ognuno mette in mostra i suoi articoli più belli. Controlla che nel magazzino ci sia l’equivalente di quello che c’è fuori. Mi sono sempre fermato nei negozi così. È nei negozi così che facciamo i nostri acquisti migliori.

– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno ´work in progress)

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Siamo fiammiferi che per un momento di fuoco buttano all’aria la vita e finiscono così, uccisi dalla propria stessa emozione.

Siamo fiammiferi che per un momento di fuoco buttano all’aria la vita e finiscono così, uccisi dalla propria stessa emozione.

E tante volte hai avuto paura. Ti sei sentita anche tu come un fiammifero e hai pensato: “È meglio che mi desideri tutta la vita senza la possibilità di accendermi, piuttosto che mi consumi in un momento per poi buttarmi via”. Eh già, corriamo sempre il rischio di essere usati per un attimo di luce. Esporsi comporta questo. È capitato anche a me. Restare soli dà sicurezza, una sicurezza immensa. Siamo in pochi a riuscirci. Sono stato sempre un po’ sfuggente, tranne le volte in cui ho sentito una spinta totalizzante verso qualcuno. Tre volte forse, in tutta la vita e l’ultima sei stata tu. Con il tempo si può perdere tutto, la bellezza fisica, un lavoro di prestigio, il potere, il denaro, il successo, lo status sociale. Tutto può svanire, è inutile essere amati per questo. Io voglio essere amato per ciò che sono ed é lo stesso motivo per cui ho amato te, fuori controllo. Tu non eri bellissima, eri la più bella di tutte solo per quel tuo particolare modo di stare al mondo, di essere tu. Tutto questo è riconducibile a un canone solo mio. Avrei voluto ti accorgessi di questo anche tu con me. Avrei voluto che riconoscessi in me l’essere il massimo per te. Forse una volta me lo hai anche detto ma poi non è bastato a tenerci insieme. Ho smesso di riconoscere la bellezza dell’amore solo nell’assenza. Sai da cosa avresti dovuto considerare sincero il mio amore?Ho vissuto con il tuo fuoco dentro senza sentire dolore. Forse questo è davvero il senso. E non chiedermi mai di spiegarti il significato di queste parole. Siamo fiammiferi, ti ho detto. E tu resterai sempre il mio segreto più bello, quello che sempre, da un momento all’altro potrà scoppiarmi dentro ancora, senza preavviso. E lo ricorderò così, come il miglior giorno mai accaduto della nostra vita.
Massimo Bisotti #Un anno per un giorno #maicontrocuore

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Quando un uomo sa di non poter avere una donna, si comporta spesso in due modi.

Quando un uomo sa di non poter avere una donna, si comporta spesso in due modi.

Il primo è triste e vile, la scredita, inventa sciocchezze con gli amici e attua meccanismi di difesa spoetizzanti. I complessi d’inferiorità generano mostri. Il secondo sta nel continuare comunque a considerarla una meraviglia, perché riconoscere la bellezza non significa che ci appartenga. Allora un uomo della seconda specie si accontenta di passeggiare insieme a lei ed è felice soltanto per la percezione che gli altri hanno di loro insieme. A tutti sembrava che Alex e Greta stessero insieme. Si erano seduti a un tavolino all’ombra, di fronte al mare. Lui le aveva portato i suoi regali e l’unica cosa che poteva dare un senso ai suoi vuoti era vederla sorridere. Lei d’improvviso disse: “Siamo stati fortunati, guarda che bella giornata oggi!”. Alex in realtà non sperava che le cose potessero cambiare, ci aveva sperato per poco, poi non più, vinto dall’idea che le obiezioni di Greta fossero sensate e sufficienti da non poter far altro che prendere coscienza della sua ferrata determinazione. Nell’era della rivoluzione tecnologica spiava il futuro e si vedeva comunque da solo, a metà fra il desiderio estremo e la sua negazione. Greta era l’unica donna a spegnere completamente le sue difese, era disarmante e con la freschezza splendida della sua età mista a una saggezza spiazzante. Le persone li guardavano, Alex iniziò a osservarsi da fuori, con occhi esterni, e il fatto che sembrassero due perfetti innamorati, seduti in quel posto preciso, con addosso gli sguardi buoni degli altri, lo rese d’improvviso immensamente felice. Lei era viva, qualcuno l’aveva messa lì per essere guardata, lei era una fortuna per l’umanità. Lei era nata dall’amore del mondo per la vita.

– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress).

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Foto/grammi dell’anima, nuova edizione, 10 febbraio 2015.

Foto/grammi dell’anima, nuova edizione, 10 febbraio 2015.

La nuova edizione di Foto/grammi dell’anima riesce il 10 febbraio 2015. Foto/grammi è un piccolo libro di fiabe che ho scritto a vent’anni, perdonerete le sue ingenuità, sono quelle che conservo tuttora, perché gli occhi che avevo da bambino non li ho persi mai.

Il primo evento avverrà il 13 febbraio, al Centro Commerciale Campania di Marcianise (Caserta), alle 18.

Il nostro San Valentino insieme invece a Milano, al Mondadori Multincenter di Piazza Duomo, alle 17 e 30.

Il #maicontrocuore tour riparte da qui, poi seguiranno Bari, Lecce, Roma, (Comunicherò le date appena possibile).

Desidero che questo libro sia un dono da regalare alle persone che amate, un libro per dire: “Ti stavo pensando e ho preso questo libro per te. Ho preso questo libro per dirti che, in mezzo a tutte le stelle, tu sei la mia stella“.

Vi regalerò anche dei segnalibri stella :) sperando che ognuno possa proteggere o trovare la sua!

Grazie, sempre.

Max

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Tu avvertivi una specie di pericolo nel mostrarmi troppo la tua dolcezza,

Tu avvertivi una specie di pericolo nel mostrarmi troppo la tua dolcezza,

sentivi il bisogno di camuffarla, di nasconderla dietro silenzi irriverenti. Ho imparato a leggere i tuoi silenzi dietro le righe insistenti dei miei perché. Non ti ho mai vista né voluta perfetta, abbiamo preso entrambi decisioni che ci hanno spinto inevitabilmente molto lontano. Eppure sai, la vita non torna indietro ma si prende un diritto più che lecito, riparte da zero ogni volta che si innamora di nuovo. È che forse a volte non si ha la forza di spiegare per bene tutto, non è questione di voglia, è che davvero non si può, il cuore va da una parte e se non lo prendi per mano si perde, i nostri sentimenti, avvolti in un cappotto, lo hanno lasciato solo al freddo per troppo tempo. Mi pare che abbia questo sapore, la rinuncia, mi pare che non possa trovarle le parole giuste da dire, non ne esistono, non basterebbero, non servirebbero in fondo. Li ho spiati da fuori i nostri cuori allo sbaraglio, sempre in attesa di qualcosa e sempre così maledettamente soli, così simili e spietati. E quella tua disperazione silenziosa, così dura e decisa in apparenza, sembrava dirmi: “Non è così…”, mentre io le rispondevo: “Lo so, lo so…”. Eppure tu hai pianto per me e io per te, è accaduto senza dircelo. Eppure forse ci siamo avuti più noi di chi ci ha avuto davvero. È finita così, senza nemmeno iniziare, e quante cose ci mancano per sempre anche se nostre non sono state mai.

– Massimo Bisotti Un anno per un giorno (work in progress)

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