Ho deriso la parola destino mentre mi davi le spalle.
Gli ho urlato contro:” Comodo lavarsi le mani nella paura e tentare di strofinarsi via la colpa”.
Tra le cose che non hai, mi siedo qui.
Si vedeva un panorama stupendo sai? A volerlo guardare davvero.
Non ho mai cercato niente, non ho mai preteso niente, detesto chi pretende. Allora dovrei detestare l’amore perché l’amore pretende, pretende senza chiedere però.
Vedevo amore e psiche fare pace finalmente, strapparsi i vestiti, fare l’amore e poi ridere di gusto, fumandosi tabacco e nuvole.
A far sopravvivere i ricordi ci vogliono allenamento e volontà in certi casi. In altri pugnalarli alle spalle è tradire un po’ se stessi e uccidere verità che stanno ancora in piedi.
Solo che le cose a metà proprio non mi piacciono. Senza costanza, senza cure e premure tutto muore:una pianta, un animale, l’amore.
Senza l’esigenza di stringersi senza impiccarsi, di camminare senza coprirsi le ombre, ma nemmeno il sole.
E il problema è che tutto quel che scrivo lo sappiamo, lo sapevamo già, solo che non ti sei alzata a stringermi la mano al momento giusto, per portarmi via da qui, per portarmi con te.
Per questo sto seduto qui, tra le cose che non hai.
E non è che non mi hai avuto mai, mi hai avuto troppo. Mi hai avuto tutto.
Ma mentre alle mie mani tese venivano i crampi alle dita tu sei rimasta immobile.
Io dall’altalena sono sceso già da un po’, son seduto qui.
Mentre aspettavo il mare ho annegato le ore in pozzanghere, volevo fossero fatti gli attimi, drogati di risposte, non solo parole stagnanti di silenzi e di vuoti a perdere.
La paura devi scorticarla a mani nude, è tua, nessuno ti può aiutare. Se al primo dolore hai paura di rovinare i palmi allora chiudile e serrandole mettiti in guardia per mandare k.o. l’amore tutte le volte che si presenta. Stroncalo sul nascere, al primo round. Fallo cadere come un uovo vivo, spaccato prima che nasca il suo pulcino.
Il tuo nome che ho amato più del mio, oltremisura da poter vestire il mondo, mi ha spogliato dei sogni.
E se l’eco del suo suono è solo il vento e non la voce ecco perché oggi sono qui.Tra le cose che non hai.
Continua a chiamare libertà la tua paura. I tuoi pensieri sono schiavi di una barca senza remi. Io i miei voglio ancorarli a un’isola nuova. Perché annaspare non è esser liberi.
E’ non sapere o non volere toccare terra per salvarsi.
E’ un naufragio costante.
Ecco perché sono seduto qui, dall’altra parte del mare_
(Il quadro mai dipinto, work in progress)
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