le macerie dei fallimenti e l’infinito di chi ricomincia_
(Massimo Bisotti, La luna blu)
continua →Sottovaluta che quel che dovrà nascere nascerà, quello che dovrà crescere crescerà comunque, perché come esiste la neve esiste anche il bucaneve, un fiore perenne in grado di bucare l’inverno oltre ogni previsione possibile_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua → dopo essere stati troppo a lungo fuori da se stessi_
(Massimo Bisotti, La luna blu)
Siamo noi che credendoci gli diamo la valenza della coincidenza perfetta. In fondo non importa cosa ci sia dietro, alcuni incontri diventano strabilianti per il nostro coraggio. A quel punto quello è destino. Il destino arriva dopo, non prima, arriva dalle mani che scavano nel fango non da quelle celesti del cielo_
(Il quadro mai dipinto)
Un attimo prima di perdersi, un impercettibile, infinitesimo attimo prima della rottura definitiva, una scintilla. Quello che ci fa accorgere dell’importanza di qualcuno quando ormai si è immobili, quello che fa sprecare lacrime e gesti inutili. Non accade. Ci imbottiamo l’anima di se post-operatori invece di tirare fuori dal cuore quel proiettile prima che disintegri l’ultima occasione per essere migliori.
(Il quadro mai dipinto)
sussurrando cambiamenti mi stupravi il cuore. Su di me ma lontana chilometri, e non appena ero via a tornar qui_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
dimenticandosi di dargli l’acqua necessaria a farli vivere, e darà sempre la colpa al clima sfavorevole, quando moriranno_
(Massimo Bisotti, La luna blu)
continua →e che senza il coraggio di essere se stessi non si riesce neppure a raccontare agli altri sinceramente cos’è che davvero ci manca_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
Se sei fortunato incontri anche l’immenso_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
Abbiamo un bimbo dentro a cui è stato insegnato a credere che le cose gli accadono perché è cattivo. Bisogna conservare integro il bimbo leggero e abbandonare il bimbo impaurito. Il bimbo leggero è quello che si sbuccia le ginocchia e si rialza, il bimbo impaurito quello che si siede sul muretto e non gioca più. Se questo non accade la paura di essere abbandonati un domani condizionerà ogni partenza prima di un possibile arrivo, partenza, come possibilità, arrivo come perdita. Così per paura di essere abbandonato, una volta cresciuto, il bimbo impaurito non si abbandona mai del tutto, tiene un piede dentro ma l’altro fuori in maniera preventiva. Per paura di essere abbandonato rinuncia al piacere dell’abbandono_
(Il quadro mai dipinto)
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