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Spietati con chi non ci interessa fin quando non si allontana, con i pensieri tesi a raccogliere attenzioni da chi ci sfugge dalle mani. Non possiamo perdere ciò che non abbiamo mai avuto ma può mancarci per sempre quel che non abbiamo mai vissuto. Eppure la gioia detesta la salita e la corsa infinita. Perché a furia di andare, di correre, di non guardare con attenzione, il tempo passa e si sceglie di vivere costantemente nell’attesa. Ci raccontiamo che domani ci sarà qualcosa di meglio, per sopportare la paura di perdere quel che oggi abbiamo trovato, rinnegato, rifiutato, non ritenuto mai abbastanza, per poi ripercorrere a ritroso dei ricordi. – Aspetterò che arrivi quel che davvero voglio. – Si, ma cos’è che vuoi? – Non lo so… – Forse avresti anche paura di uscire di casa se ti venisse il dubbio che qualcuno, mentre non ci sei, entrasse e cambiasse la tua serratura. Eppure la tentazione che hai di vedere il mondo è sempre più grande di questa preoccupazione. Allora fa’ che un incontro, una volta almeno, sia più resistente dei tuoi “non lo so”. Andare è emozione, le emozioni sono incredibili momenti ma capire quando fermarsi è un vero talento, ed è questo che crea i sentimenti_
(Massimo Bisotti)
continua →– È ciò che ha in sé l’esigenza di tenere in vita a tutti i costi quel che la vita non ha saputo, voluto o potuto difendere_
(Massimo Bisotti)
continua →E proprio perché non potrà tornare uguale, comprenderne al presente il valore assoluto. Qual è, se non questa, la giusta formula per non uscire a pezzi e sconfitti dalla propria urgenza di felicità?_
continua →Non esiste delusione passata, impegni, lavoro, paure, mal di testa o mal d’anima o di cuore e d’orgoglio. Non si ha mai la vita troppo impegnata per un pensiero che, se è reale, approfitta di ogni distrazione per arrivare a destinazione. Non esiste la preoccupazione di spendersi inutilmente. Si ha sempre tempo per ciò che ha importanza. Si ha tempo pure per l’impossibile. Chi non crede nell’impossibile, più semplicemente, non ama abbastanza_
(Massimo Bisotti)
Senza filtri, senza infrastrutture, senza tutta questa rigidità nei confronti del proprio sentire. Spesso escono parole opposte rispetto a quelle che si sarebbero volute dire. Vorresti dire “ti amo” e te ne vai; vorresti dire “resta qui” e sei tu a voltare le spalle a qualcuno. Perché l’apparenza e la sostanza non sono mai andate d’accordo e non ci andranno mai, neppure in futuro.
Basterebbe dirselo un “mi manchi”, invece che continuare a mancarsi in silenzio per una vita.
E invece ci condanniamo ad atroci silenzi. Tutte le lacrime che successivamente ci escono, non serviranno più a riempire i buchi privi di profondità lasciati dall’orgoglio. Il non detto lo pagheremo, lo sconteremo tutto, la nostra coscienza non permette indulgenza. Perché la memoria è il tempo dell’amore e fin quando lei non ci abbandona, noi continuiamo ad abbandonarci a lui. È come se la memoria e l’amore fossero due amanti uniti all’origine che vivono dal principio dentro di noi. Così, è solo grazie a certi sentimenti che ci sentiamo insuperabili, persino dal tempo_
(Massimo Bisotti)
Scorgere l’attimo in cui le lacrime diventano gioia e il sorriso tristezza, l’attimo in cui si mescolano, ti spiazzano, perché una donna può anche questo. L’esplosione di un sorriso dopo un pianto è capace di confondere il mondo. Nello scoppio improvviso di un sorriso c’è l’essenza della vita, il respiro della forza, la magia dello stupore. C’è il calore delle labbra che asciuga gli occhi. Quando una donna diventa un miscuglio di passione e tenerezza non esisterà niente di più grande dentro al cuore di un uomo, di un uomo che la ama e che la immagina piangere solo per poi vederla ridere. Sembra un premio assoluto essere capaci di mettere fine alla tristezza, un premio di meraviglia. Perché in quel momento lei sembrerà addirittura ancor più viva. Se fosse possibile regalare ai battiti le sembianze dell’infinito, il cuore avrebbe il suo sorriso. Lui vorrebbe preservare quel momento all’interno delle palpebre, per rivederlo ogni volta nel secondo prima di dormire. Ha imparato che lei sa offrire il suo sorriso come occasione per essere e renderlo migliore_
(Massimo Bisotti)
La prospettiva delle lontananze fa percepire tutto più nitido. Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause. Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine. Al di là di ogni apparenza, in un mondo in cui quasi tutto si cancella in fretta per fare spazio a centomila possibili novità, qualcosa la metti a fuoco oltre ogni previsione possibile e per quanto ci provi non puoi negarla ai tuoi occhi. Più ti manca qualcuno più è ovunque presenza_
(Massimo Bisotti)
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