Avverami in te.
Ti scriverò una lettera ogni giorno,
non mi dimenticherò mai di ringraziare il mattino
per avermi donato insieme a te il risveglio
non dimenticherò di annaffiare i tuoi fiori
quando stanca dimenticherai di dirmi: – fallo tu.
Non dimenticherò mai di ricordare alla mia anima
che viene direttamente dalla tua anima,
introspezione ed espiazione di respiri e turbamenti
all’unisono.
Non dimenticherò mai la musicale armonia che solo la tua voce ha fra milioni di voci, la riconoscerò anche se sospirerà
soltanto il desiderio che le porti delle ciliegie appena colte.
Mai il colore dei tuoi occhi, più veri di quanto è vero il cielo e la mia percezione dei colori. Sono torrenti i tuoi occhi e io il loro oceano.
Al buio riconoscerò la tua mano sinistra dalla destra,
e cambierò le trame a tutti i film che vorrai lasciar finire bene.
Se cadrà un albero ne pianterò un altro per te,
se appassirà un fiore ne pianteremo cento.
Daremo al mondo molto ma molto più restando insieme,
l’energia, l’entusiasmo ragazzino di ogni posto visto in due.
Ovunque porteremo via qualcosa lasceremo in cambio qualcosa di noi.
Poiché il nostro tempo non è infinito, regalo il mio infinito ai tuoi occhi e al tuo tempo, è solo un lampo, uno sguardo, una svista da tutto ciò che esiste tranne che da te e in te è intriso profumo.
Profumi di buono. Sei il mio nord e il mio sud, il mio ovest e il mio est, la mia bussola interna senza bisogno di prospettive altrove.
Arrederò la nostra casa con la mia poesia in modo che in fondo sia tu ad arredarla, con i pensieri acquistati dalla libreria del mio cuore.
Compreremo un letto insieme, un armadio, una cucina e tutto ciò che potrà essere comprato.
Ci regaleremo invece il tempo, lo stupore, i sorrisi e persino la malinconia quando torna l’inverno. Allora io accenderò il camino e toglierò la tua cenere dall’anima attraverso le parole del fuoco, lo scoppiettio della legna e ti dirò che nient’altro desidero, che pur se non mi basti mai mi basta come sei, sei nata per vivermi accanto, sei nata per vivermi dentro, nei miei paesaggi interiori e passionali tu sei lo stato d’attimo e l’attimo infinito.
E tu, toccando il mio amore sulla mia mano verticalmente tesa a fendere l’aria finalmente mi toccherai e questa volta ci crederai.
Avverami in te_
(Forse la miseria della quotidianità è la vera nobiltà dell’amore)_

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