Forse mi innamorerei di te in qualsiasi epoca, dimensione, pianeta, oggi, ieri, domani, al di là,
scordandomi chi sono stato, scordandomi chi sono e non sapendo più chi sei stata o chi sei. Se poco prima della fine del mondo mi chiedessero :”Cosa vorresti riavere di ieri?”, forse la nostra storia resterebbe sempre senza futuro. Ma com’è vero che la terra gira intorno al sole, tu sei il sole che gira intorno al mio cuore, il mio moto di rivoluzione. E in mezzo a tutte le innumerevoli trasformazioni del mondo, io puntualmente ti salverei. Tu sei il peccato che rifarei senza pentirmi mai. Tu sei tutta l’aria del mare al mattino che fin quando sei giovane sprechi a dormire, per tirar tardi la notte. Le cose che scopriamo dopo, sarebbe meglio non scoprirle mai? Ma io questo volevo, in fondo. Contro tutto e tutti ma io con te, tu con me, fino alla fine. Chissà se lo sai. Ti è mai interessato capirlo, saperlo? Costa, sai, mantenere accesa la fatica silenziosa di crederci ancora, come una spia che sa rivelare un guasto, un’anomalia in un sistema di eterna rinuncia, capace di donare alla nostra vita l’ebbrezza di perdere ancora il controllo. Io l’ho fatto. Non ho mai smesso di ascoltare il tempo forte e il tempo debole del mio cuore, il battere e levare del suo ritmo, il momento per riconoscere quando è davvero il momento, perché non è possibile ingannare la verità come non si ottiene alcuna pace con la guerra. E chissà se ancora sai, se sai quanto tempo abbiamo perso. Quanto tempo inutile si perde a fingere di dimenticarsi.
– Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress)
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