Per ogni cosa di cui scopriamo il senso, per ogni illuminante spiegazione che si affaccia insieme a noi dalle finestre della mente e che anziché procurare un profondo capogiro dà origine alla percezione di stabilità interiore, di nuovo equilibrio, dobbiamo gratitudine proprio allo squilibrio.
Alla vertigine, a quella mano interna che sottrae. Alla perturbazione momentanea che affrontiamo con la forza necessaria per riavere nuovamente un punto di partenza. Un cielo verticale che scivola fin giù, pulito, sereno, con dentro quella leggera tranquillità. Così quel punto è d’improvviso così pieno di sostanza nuova che il vecchio vuoto non ci spaventa più_
( Il quadro mai dipinto, work in progress)
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