Più vogliamo tenerci le cose accanto, più le vogliamo vicine e più le perdiamo.
Certi sentimenti sono come le farfalle, emozioni che semplicemente ti appartengono anche se non si appoggiano mai del tutto, ma poi vengono a morirti sulla mano, vogliono regalare all’amore l’ultimo battito di vita, l’ultimo respiro. Forse non abbiamo il diritto di pretendere la felicità, forse bisogna evitare di guardarla dritta negli occhi, un po’ come le farfalle. Se provi a prenderle muoiono, devono volare libere e d’improvviso ti si posano sulla spalla per ricordarti che è quella la felicità. E’ un po’ ingombrante la parola sempre, è un po’ ingombrante la felicità, proprio per questo è capace di farti tutto il bene e tutto il male del mondo, quando se ne va. E poi lo rimani a guardare il piacere, quasi si alzasse dalla sedia, quasi ti salutasse con un sorriso a ricordarti che sembra scalzo l’equilibrio, si ferisce e inciampa, batte la testa ma non perde la memoria, quasi a ricordarti che il sesso è come la vita, in ogni orgasmo c’è una punta di dolore. E tutte quelle sciocchezze melense, corrersi incontro in stazione, prendersi in braccio, per mano, strapparsi il tempo, le ore, i sospiri. Ma che ne so se ci credo ancora. Mi ripeto spesso di sì, oggi mi ha sorpreso un boh improvviso, gelido sui polsi. Ammazzare in gola quel ronzio che punge a dirti: – Non hai più mollette per i panni per appenderci le emozioni,- e scoprire che muori un po’ anche tu quando pensi questo, e che il tempo passa ma sei sempre lo stesso, tu, e in fondo, e per fortuna o purtroppo, non cambierai_
(La luna blu)
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