Con i primi cinque se siamo fortunati dividiamo la bellezza della vita, il sesto, quello fra istinto, percezioni e magia, cerchiamo quasi di respingerlo ma quando lo assecondiamo si rivela quasi sempre giusto e spietato. Poi c’è un settimo senso, è quello dell’assenza, il jamais vu. Alcuni ce l’hanno nel dna, è una condizione della mente, altri ne sono sprovvisti ma lo scontano da fuori, incrociandolo continuamente. Poi c’è l’ottavo senso, quello per l’amore e talvolta, fra miliardi di volte, due individui che lo possiedono s’incontrano e scontrandosi danno origine alla completezza, al nono senso perfetto della meraviglia_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
Eppure a volte capita di non volerlo lasciare andare il dolore perché ci sembra di perdere anche le ultime sensazioni che ci legano a qualcuno. Pensiamo che perdendo di vista quel nostro struggerci la persona ci dimentichi e dimentichiamo invece che le due cose non sono correlate: che l’uno si strugga oppure no, l’altro può amenamente essersi già consolato comunque altrove_
(Massimo Bisotti, il quadro mai dipinto)
Puoi sentire il tuo cuore lacerarsi e dissolversi anche solo per il soffio di una particolare presenza che ti è vicina. Una vertigine che annulla il tempo e blocca l’eterno in un momento. Puoi sentire un piccolo e fragile corpo riempire l’immensità. Una lucida confusione. E soprattutto dopo che la vita ti ha dato molti schiaffi devi riabituarti anche a un tocco delicato_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua → Dobbiamo essere già completi per incontrare una completezza più profonda. Non siamo fatti per stare da soli ma nemmeno per stare con chiunque purché non da soli. Il vero amore è un unico incastro per un’unica forma, se non è preciso restano in circolo solo micidiali correnti d’aria umida. L’unico incastro possibile in grado di chiudere un dolore, capace di farci tornare a sentire al sicuro_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
Gli amori sono diversi ma il tuo modo di amare è unico, tu sai dove puoi spingerti, te ne accorgi senza riserve. L’amore è un invasore, è in ogni poro della pelle, è in ogni tua intenzione, direzione, pulsazione.È fabbricare gioia pura in uno sguardo.Il resto è compagnia alla solitudine_
(M. Bisotti, il quadro mai dipinto)
Si sposta e ti sposti con lui, come fosse il tuo istinto primario, la solitudine e la rinascita. E’ un’immagine impressa oltre gli occhi, più dentro, che si aggrappa disperatamente all’essenza, non puoi rimuoverla o dimenticarla, è un desiderio estremo. Torna a bussarti nei momenti impensati, persino quando hai smesso di illuderti, poi se ne va mentre sembrava scorrere tutto come si deve. Perché ciò che ci segna , la vita c’insegna, è sempre un miscuglio di condanna e meraviglia_
(Il quadro mai dipinto)
A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos’altro, e avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove. Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l’amore_
(Il quadro mai dipinto)
E non perché io non creda all’impossibile ma perché il luogo in cui dovrei aspettare affinché il miracolo si compia, è troppo distante da quanto ti ho dentro per poterci credere. Si dice che i fulmini non cadano mai più volte nello stesso punto ma non è vero sai? Il fulmine ricade sempre dove ha colpito davvero invece, è questo il problema. Il fulmine non ti lascia mai una volta che ti ha preso per bene. E’ la sua elettricità che cercherai ancora e sempre nella vita: qualsiasi sfumatura tiepida, qualsiasi energia attrattiva inferiore non avrà il potere di prenderti. Se non avessi conosciuto quel fulmine potresti scegliere e invece è il fulmine che sceglie te_
(Il quadro mai dipinto)
continua →Più le difendi dal tuo domani e più ci restano. Ci sono scelte irreversibili che esulano dalla ragione e se pure la ragione le ha chiuse fuori da tempo, continuano a scegliere per te dalla parte interna dei sogni: una parte di te che sfugge a te e al tuo controllo, che ti strega la mente e non ascolta nessuno, in modo sconveniente e maledettamente e lucidamente umano. Si arrende all’evidenza, all’esigenza, alla follia, alla naturale incertezza del vivere e ti svela una certezza possibile e incancellabile. Fin quando perdi il sonno per qualcuno non l’hai dimenticato_
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)


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