Quindi anche se nel tempo perderò tonicità ed elasticità, se mi affaticherò di più, se non riuscirò più a fare tutta una tirata senza fermarmi in autostrada per arrivare al mare, sarò sempre in grado di guardarti come la prima volta. Tu potrai cogliere sempre quella luce implacabile, indistruttibile, fiera, orgogliosa e felice che ti ricorderà, comunque sia andata una giornata, l’immensa fortuna avuta per averti incontrata.
– Massimo Bisotti
Tu vuoi soffrire, io voglio rendere felice la donna con cui sto. Ti sei abituata così tanto al tuo mondo di dolore che mostrarti altro non è più possibile. Perché vedi, io posso fare di tutto per indicarti la bellezza, ma non serve a niente se tu non apri gli occhi.
(Massimo Bisotti)
continua →Tu non lo sai ma quando entri, riempi tutta una stanza con la tua presenza. Tutto il resto scompare, resti solo tu, persino in un ambiente senza pareti. Avvolgi ogni cosa: il cuore, la mente, il corpo e il respiro. Io che non credo nel paradiso l’ho anche abitato per qualche istante. Poi quando vai via tutto si svuota e si torna alla vita. Posso solo dirti grazie per questo, per questo piccolo e magnifico spiraglio d’immenso.
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua →Forse sai offrire ciò che tutti dicono di volere ma poi ne hanno paura. Sei la persona che sa prendersi davvero cura di un’altra persona, anziché essere chi ti sbatte in faccia il solito ” tu meriti il meglio”, quando il meglio poi a te non è disposto a offrirlo.
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua →Quella che ti fa venire voglia di parlare e di ascoltare, di raccontare, di non sprecare del tempo, nemmeno un secondo, fino a quando guardando fuori si è fatto buio. Quella con cui condividere un sorriso complice di meraviglia: “Oddio quant’è tardi, non ce ne siamo accorti”. Perché le più grandi tecnologie resteranno sempre e comunque la voce e gli occhi.
– Massimo Bisotti Il quadro mai dipinto
continua →in altri ti riempirai di parole consolatorie e ti dirai : – È meglio così. In certi momenti ne parlerai, seduto su una panchina, immobile, in altri cercherai di fuggire lontano sperando di dimenticare il suo nome. In certi momenti sarai solo più fragile, in altri forte e pieno di impegni per stemperare i pensieri. Siamo anime in altalena su un terreno di ricordi. Una mattina ti sveglierai con una pozzanghera sotto ai piedi, le mani sulle corde, il tepore del domani. E fra il pensarci per ricordare e il non pensarci per dimenticare, preferirai scendere.
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua →Ho isolato la tua voce dal frastuono intorno e ho desiderato che il tempo si fermasse, trascendente, come i tuoi occhi. Nessun’altra vita avrei voluto in quel momento. Non potrei spiegarlo a nessuno cosa voglia dire svegliarsi in un altro mondo. Essere illuminati dalla tua oscura sensibilità fino a sentire il cuore brillare di madreperla. Non mi separerò mai dalle tue lacrime. Non potrei spiegarlo ma se tu mi avessi chiesto: – Resta con me – io sarei rimasto, dimenticandomi del resto, anche delle cose importanti. Io non partirò mai più da dove sei tu, se pure sono qui e tu chissà con chi. Sei qualcosa di più di un ricordo, tu. Sei la consolazione e l’agonia.
(Massimo Bisotti)
continua →Oggi so che tu potrai avere tutto il resto, qualsiasi cosa, ma non potrai più avere me. Ti girerai intorno, guarderai dentro a tante anime vuote e a tanti specchi di cuori in cui non ti riconoscerai. È un sollievo incredibile accorgersene, né per orgoglio, né per ripicca, né per rinnegare tutto ciò che avrei desiderato insieme a te. Solo perché oggi alla parola insieme do un altro significato e se per te l’altra parte di te non sono mai davvero stato io, oggi per me l’altra parte di me non sei più tu.
(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)
continua →Ne mancava sempre una introvabile per completare il tutto. Ho provato a chiederla a pochissime persone l’ultima gioia, ma poi d’improvviso, per tante ragioni, mi sono sempre stancato di aspettare. È stato sempre così: una collezione di gioie e l’ultima, quella che avrebbe chiuso il cerchio, sfumata nel tempo. Allora ho pensato che andarmene via un attimo prima della fine sarebbe stata l’unica soluzione possibile per non soffrire più. Ma ci sono tanti modi di star male e uno è stato di sicuro rinunciare. Poi d’improvviso ti guardi indietro e i momenti non li vedi più com’erano. Hai la capacità di guardarli più a lungo, più a fondo ed è quasi un dolore, il dolore della parola tardi. Che sia stata colpa tua oppure no, nel bene o nel male, non puoi fare più niente, niente cambia le cose. I ricordi sono gioie al rallentatore e non sono più reali. Ma se ami ciò che hai perso più di ciò che avrai, non troverai più niente a cui tenere.
.(Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto)


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